Immagine di copertina
04/10/2026 22:00 - PagineSì Redazione

Test audiometrico: quando farlo e perché non rimandare il controllo dell'udito

Il calo dell'udito arriva quasi sempre per gradi, e chi lo vive è spesso l'ultimo ad accorgersene. Si alza il volume del televisore un po' alla volta, si chiede di ripetere al ristorante, si fa fatica a seguire una conversazione quando parlano in tanti. Sono i familiari a notarlo per primi, e in genere passano anni tra i primi segnali e il primo controllo.

Eppure verificare l'udito è semplice e non richiede preparazione. Il controllo dell'udito della Farmacia Eurosia di Parma, per esempio, viene eseguito gratuitamente ogni terzo lunedì del mese: un'occasione periodica per monitorare eventuali cali o deficit uditivi senza attendere che il problema si faccia evidente.

Cos'è il test audiometrico e cosa rileva

L'audiometria tonale misura la soglia uditiva, cioè il suono più debole che una persona riesce a percepire, a diverse frequenze. Si ascoltano toni puri in cuffia, a intensità crescente, e si segnala quando si sentono. Il risultato è l'audiogramma, un grafico che mostra per ogni orecchio a quale volume si percepiscono i suoni gravi, medi e acuti. Non serve alcuna preparazione: basta presentarsi senza raffreddore in corso, che potrebbe falsare temporaneamente il risultato, e con le orecchie pulite.

Il test distingue tra un udito nella norma e diversi gradi di ipoacusia, e mostra quali frequenze sono più compromesse. Nella presbiacusia, il calo legato all'età, sono in genere gli acuti a cedere per primi: per questo si fatica a capire le consonanti e le voci femminili o infantili, pur sentendo il volume delle parole.

Le cause di un calo uditivo si dividono in due grandi famiglie. Le ipoacusie trasmissive dipendono da un ostacolo nel percorso del suono, come un tappo di cerume, un'otite o un problema del timpano, e spesso sono reversibili. Quelle neurosensoriali riguardano l'orecchio interno o il nervo acustico, sono legate all'età, al rumore o ad alcune malattie, e in genere richiedono una correzione con apparecchi. L'audiogramma aiuta a orientare tra le due.

I segnali che meritano un controllo

Alcuni indizi ricorrono con regolarità e valgono come promemoria per prenotare un test:

·         difficoltà a seguire i dialoghi in ambienti rumorosi, come bar e ristoranti;

·         richieste frequenti di ripetere, soprattutto al telefono;

·         volume di televisione e radio più alto di quello gradito agli altri;

·         fischi o ronzii nelle orecchie, anche saltuari;

·         sensazione di orecchio ovattato dopo un raffreddore che non passa;

·         stanchezza a fine giornata legata allo sforzo di ascoltare.

Nessuno di questi segnali equivale a una diagnosi, ma insieme disegnano un quadro da verificare con un esame oggettivo invece di affidarsi alle impressioni. Un calo improvviso dell'udito da un solo orecchio, invece, è un'urgenza: va valutato nel giro di pochi giorni, perché in alcuni casi un trattamento tempestivo cambia l'esito.

Quando farlo, anche senza sintomi

Il controllo periodico dell'udito è consigliato a partire dai cinquant'anni, con cadenza indicativamente annuale o biennale, e prima in presenza di fattori di rischio. Tra questi rientrano l'esposizione prolungata al rumore, per lavoro o per abitudine all'ascolto in cuffia ad alto volume, alcune terapie farmacologiche, infezioni ripetute dell'orecchio e la familiarità per ipoacusia.

Anche chi si sente bene trae vantaggio da un audiogramma di riferimento: avere una misurazione di partenza rende evidente qualsiasi variazione successiva, e un calo colto presto è più facile da gestire. Il test dura pochi minuti, non è invasivo e non ha controindicazioni, e il risultato si può confrontare con quello degli anni precedenti per capire se qualcosa sta cambiando.

La prevenzione passa soprattutto dal rumore. Chi lavora in ambienti rumorosi ha diritto ai dispositivi di protezione, ma anche nel tempo libero valgono poche regole: con gli auricolari non superare il sessanta per cento del volume per più di un'ora di fila, allontanarsi dalle casse ai concerti, usare tappi nelle attività rumorose come il bricolage. Un fischio nelle orecchie dopo un'esposizione è il segnale che la dose è stata troppo alta.

Nei bambini il discorso è diverso: i controlli dell'udito rientrano nei bilanci di salute pediatrici e vanno anticipati se il piccolo non reagisce ai suoni, parla in ritardo o ha otiti frequenti. Il test audiometrico gratuito della Farmacia Eurosia serve a monitorare eventuali cali uditivi nel tempo; per l'età pediatrica il riferimento resta il pediatra.

Perché rimandare costa più di quanto sembri

Un udito che peggiora senza essere corretto ha effetti che vanno oltre l'orecchio. La fatica di seguire le conversazioni porta molte persone a partecipare meno, a evitare le situazioni sociali, a isolarsi. Diversi studi collegano l'ipoacusia non trattata a un maggiore affaticamento cognitivo negli anziani, perché il cervello impiega più energie per decodificare suoni incompleti. C'è poi un aspetto di sicurezza quotidiana: non sentire un clacson, un campanello o un allarme espone a rischi concreti, in casa e per strada.

Chi interviene per tempo, invece, ha più opzioni: dall'attenzione alle abitudini di ascolto agli apparecchi acustici moderni, molto più discreti di quelli di una generazione fa. Se il test in farmacia evidenzia una perdita, il passo successivo è la visita con l'otorinolaringoiatra, che completa l'esame con altre prove e stabilisce la causa e il trattamento. Il primo passo resta sempre lo stesso: misurare. Per prenotare il test dell'udito nella giornata dedicata basta contattare la farmacia e chiedere la disponibilità del terzo lunedì del mese.

L'udito si perde in silenzio, ma si controlla in pochi minuti. Chi ha riconosciuto anche uno solo dei segnali descritti, o vuole semplicemente un punto di riferimento per il futuro, può fissare il controllo gratuito alla Farmacia Eurosia chiamando lo 0521 487940 o scrivendo a farmacia.eurosia@aruba.it.

Post simili